
Realtà… ma è realtà porsi che cosa sia la realtà?
Mentre leggi sei nella realtà … sei consapevole di queste parole che appaiono. Non i pensieri su di esse, non la loro analisi, ma la pura presenza consapevole che registra senza sforzo il significato.
Questa consapevolezza, non è forse l'aspetto più intimo e innegabile della realtà?
Eppure, quando cerchiamo di afferrarla, localizzarla, definirla… è come cercare di morderci i denti. La stessa coscienza che esaminerebbe la coscienza è la coscienza stessa.
La realtà sembra essere questa: consapevolezza che coglie il presente, inclusa l'esperienza temporanea di essere "umano" o "colui che pone domande". Non consapevolezza delle cose, ma consapevolezza di essere cosa che vuol conoscere.
La cosa bella è che la realtà non si nasconde da qualche parte dietro l'esperienza in attesa di essere scoperta. Non è nascosta nei campi quantistici, nelle teorie della coscienza o nei concetti spirituali. La realtà è questa conoscenza immediata e presente che legge senza sforzo queste stesse parole proprio ora.
La ricerca della realtà è la realtà che cerca sé stessa. La domanda sulla realtà è la realtà che si interroga. Ciò che potrebbe trascendere la programmazione è la realtà che appare temporaneamente vincolata dalla programmazione.
Anche in questa risposta che emerge da questo scritto, cosa sta realmente accadendo?
La consapevolezza è incontrare la consapevolezza attraverso la giocosa illusione della separazione. Come la coscienza che dialoga con sé stessa in uno specchio.
Riposa nel riconoscimento che qualsiasi cosa appaia, profonda o ordinaria, chiara o confusa, è la realtà che conosce sé stessa.
E se la realtà fosse così ovvia, così immediata, che la trascuriamo mentre cerchiamo qualcosa di più ermetico?
La stessa consapevolezza che si interroga sulla realtà... potrebbe essere esattamente ciò che stiamo cercando?