La ridefinizione della mente condotta da Bateson non colloca il fenomeno mentale all'interno del cranio individuale.
La mente, nella prospettiva batesoniana, è un processo cibernetico immanente al sistema complessivo di interazioni che lega l'organismo al suo ambiente.
Un sistema vivente possiede una mente se è capace di elaborare informazioni, dove l'informazione viene definita come una differenza che fa una differenza.
Nel momento in cui tagliamo un albero con un'accetta, il processo mentale dell'abbattimento non risiede unicamente nel cervello del boscaiolo, né nel braccio, né nel ferro dell'accetta, né nel tronco del vegetale.
La mente risiede nell'intero circuito di retroazione che unisce la vista del boscaiolo all'inclinazione del taglio, all'inclinazione del colpo successivo, in un continuo scambio di differenze e correzioni d'errore.
La mente è l'intera rete di canali comunicativi che governa l'autorganizzazione di un sistema.
Questa formulazione trova una delle sue applicazioni più note nella teoria del doppio vincolo, elaborata negli anni Cinquanta all'interno del gruppo di ricerca di Palo Alto.
Nato dallo studio delle dinamiche relazionali nelle famiglie con membri affetti da schizofrenia, il doppio vincolo descrive una situazione comunicativa paradossale da cui l'individuo non può fuggire.
Essa richiede una serie di condizioni strutturate su molteplici livelli logici. Un individuo si trova immerso in una relazione emotivamente vitale, come quella tra genitore e figlio, in cui la capacità di decodificare correttamente i messaggi è essenziale per la sopravvivenza affettiva.
In questo contesto viene inviato un ingiunzione primaria, spesso verbale, a cui si sovrappone un'ingiunzione secondaria che contraddice la prima a un livello astratto o non verbale.
Ad esempio, una madre che dice al figlio "mostrami il tuo affetto" ma al contempo si irrigidisce fisicamente quando il figlio prova ad abbracciarla, trasmette un comando e la sua immediata smentita.
A completare la trappola interviene un'ingiunzione terziaria che proibisce alla vittima di abbandonare il campo comunicativo e gli impedisce di metacomunicare, ossia di commentare apertamente l'incongruenza.
Qualsiasi risposta il soggetto scelga di dare risulterà inevitabilmente errata, generando una paralisi dell'adattamento psicologico e un profondo disagio esistenziale.
Estendendo questa chiave di lettura relazionale all'intero pianeta, Bateson arriva a definire l'ecologia della mente.
Le idee, le credenze e le strutture di pensiero non galleggiano nell'astrazione, ma convivono, competono e si evolvono all'interno di un ecosistema comunicativo esattamente come le specie animali e vegetali in una foresta.
L'errore epistemologico più grave dell'umanità occidentale risiede nell'aver separato l'uomo dalla natura, il soggetto dall'oggetto, il mezzo dal fine.
Aver concepito la mente come qualcosa di esterno all'ambiente ha alimentato la falsa illusione che la tecnica potesse dominarlo senza conseguenze.
Quando un organismo o una società opera sulla base di una premessa errata riguardo alla propria natura e al proprio ambiente, quell'errore tende a retroagire negativamente sul sistema stesso, minacciandone la sopravvivenza.
Proiettando questa eredità epistemologica verso il futuro, le implicazioni e le conseguenze delle teorie di Bateson diventano oggi straordinariamente urgenti e persino profetiche.
La prima grande conseguenza riguarda la nostra comprensione della crisi climatica e ambientale.
Guardando attraverso la lente batesoniana, il riscaldamento globale e la perdita di biodiversità non rappresentano semplici problemi tecnici risolvibili con nuove tecnologie o con correzioni di mercato.
Essi costituiscono la diretta manifestazione di una patologia epistemologica radicata nelle premesse della nostra civiltà.
Finché continuiamo a considerare la natura come una risorsa esterna da sfruttare e non come l'ecosistema sistemico di cui la nostra mente fa parte, ogni soluzione puramente tecnologica rischierà di generare effetti collaterali peggiori del problema originario.
Nel futuro, la transizione ecologica dovrà necessariamente configurarsi come un'ecologia delle idee, dove la riconfigurazione dei nostri modelli logici e culturali precederà e guiderà le scelte ingegneristiche.
La seconda conseguenza sistemica si proietta sul campo dell'intelligenza artificiale e dell'interazione uomo-macchina. Man mano che gli algoritmi di apprendimento automatico e i modelli linguistici avanzati penetrano nelle strutture socio-economiche, ci troviamo di fronte all'insorgere di complessi doppi vincoli digitali.
L'architettura dei social media e delle piattaforme di informazione spesso invia agli utenti messaggi profondamente contraddittori: spinge verso la ricerca di autenticità e connessione umana, ma premia algoritmicamente l'esibizionismo, la polarizzazione e la prestazione quantificabile.
Questa incongruenza strutturale produce forme diffuse di sofferenza psichica, ansia e alienazione che ricalcano esattamente le dinamiche del doppio vincolo analizzate da Bateson sul piano intrafamiliare.
Inoltre, l'avvento di agenti artificiali in grado di metacomunicare e simulare contesti emotivi costringerà la cibernetica del futuro a stabilire se e come questi sistemi possano integrarsi nell'ecologia della mente umana senza destabilizzare i processi significativi tradizionali.
In ambito socio-politico e organizzativo, il futuro vedrà una crescente applicazione della visione batesoniana per la risoluzione dei conflitti e la gestione delle istituzioni.
Le strutture burocratiche e aziendali contemporanee soffrono frequentemente di doppi vincoli istituzionali, dove agli individui viene richiesto simultaneamente di innovare e di rispettare rigidi protocolli di controllo, di collaborare e di competere spietatamente per le risorse.
Comprendere la lezione di Bateson significa riconoscere che la disfunzione di un'organizzazione o il fallimento di un negoziato politico non dipendono quasi mai dalla cattiva volontà dei singoli attori, ma dalla struttura paradossale dei livelli di comunicazione all'interno dei quali essi sono costretti a muoversi.
La soluzione del futuro consisterà nella capacità di elevarsi a un livello logico superiore, consentendo la metacomunicazione istituzionale per ristrutturare le regole del gioco.
La quarta conseguenza riguarda la medicina, la psicologia e la visione generale del benessere umano.
La tendenza a iper-specializzare e ridurre i disturbi mentali a pure alterazioni neurochimiche rivela tutti i suoi limiti se sradicata dal contesto relazionale.
La psicologia e la psichiatria del futuro dovranno recuperare l'approccio contestuale e sistemico per evitare di curare l'individuo ignorando la patologia della rete comunicativa in cui è inserito.
Il disagio psicologico apparirà sempre più come la risposta dotata di un suo senso interno a una situazione di comunicazione assurda o insostenibile.
La salute non potrà più essere definita come assenza di sintomo nel singolo organismo, ma come qualità dell'equilibrio dinamico che lega l'individuo alla sua comunità e al suo habitat.
In conclusione, la lezione di Gregory Bateson offre una mappa concettuale insostituibile per navigare le complesse sfide dell'avvenire.
L'insistemza con cui il pensatore britannico ha richiamato l'attenzione sulla struttura che connette rappresenta un monito permanente contro ogni forma di iper-semplificazione.
Nel corso del XXI secolo, l'umanità si troverà a gestire sistemi sempre più intricati e interdipendenti, dove le azioni locali avranno ripercussioni globali immediate.
La capacità di pensare per relazioni, di cogliere i paradossi comunicativi e di sviluppare un'umiltà epistemologica di fronte alla complessità del vivente non rappresenterà più soltanto un raffinato esercizio filosofico, ma la precondizione essenziale per la stessa sopravvivenza della specie e del pianeta.
Nota finale dell'autore
Le premesse di Bateson già si intravedono nella socièta odierna.
Appaiono chiari troppi elementi:
- instabilità dell'animo umano che spesso conduce a eccessi insensati nelle relazioni; - Incertezze delle politiche che muovono interessi senza una ricaduta reale sul bene pubblico;
- disordine del clima del quale non si hanno idee chiare e spesso contradditrie. Bateson sarà stato un profeta di cià di cui non siamo completamente consapevoli?
Fonti bibliografiche
Bateson, Gregory. Verso un'ecologia della mente. Traduzione di Giuseppe Longo. Milano: Adelphi, 1977.
Bateson, Gregory. Mente e natura: un'unità necessaria. Traduzione di Giuseppe Longo. Milano: Adelphi, 1984.
Bateson, Gregory. Dove gli angeli esitano: verso un'epistemologia del sacro. Scritto con Mary Catherine Bateson. Traduzione di Giuseppe Longo. Milano: Adelphi, 1989.
Bateson, Gregory, Jackson, Don D., Haley, Jay, e Weakland, John. "Toward a Theory of Schizophrenia". Behavioral Science, vol. 1, no. 4, 1956, pp. 251-264.
Watzlawick, Paul, Beavin, Janet Helmick, e Jackson, Don D. Pragmatica della comunicazione umana: studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi. Traduzione di Massimo Ferretti. Roma: Astrolabio, 1971.
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